il mio quadernetto di appunti

Tv e radio via internet

Qualcuno vi ha mai indicato chiaramente, anche se a grandi linee, perchè la tv e la radio via internet non soppianteranno mai quelle 'classiche' per la fruizione 'a pioggia' cui siamo abituati, pur costituendo un ottimo modo per diffondere i propri contenuti a certe condizioni?

Per un motivo semplicissimo, che pochi sanno o vogliono dire: tramite la connessione internet, ogni ascoltatore consuma banda.  Al contrario, nella normale diffusione radiotelevisiva, terrestre, satellitare, analogica o digitale che sia, un trasmettitore collegato a un'antenna lancia nello spazio un'onda elettromagnetica e chi la riceve la riceve; che l'ascoltatore sia uno o che siano milioni non cambia assolutamente nulla per chi trasmette, perchè una è la trasmissione. Infatti questa tecnica si chiama 'broadcast', cioè 'diffusione'.  Ed è un errore ritenere di poter fare lo stesso mediante Internet.

E' evidente che Internet consenta l'interattività e il broadcast televisivo sia invece unidirezionale, ma è altrettanto evidente che Internet non sia, intrinsecamente, un mezzo adatto alla diffusione di contenuti in forma unidirezionale.

Trasmettendo pacchetti di dati con protocollo tcp-ip, come accade in internet ma anche nelle reti private, ogni flusso di dati serve un solo utente, poiché ogni pacchetto ha la sua origine e la sua univoca destinazione (unicast). Ogni pacchetto, destinato specificamente ad ogni destinatario, parte da un computer e arriva a un altro dopo aver percorso varie strade; ma se i destinatari dello stesso contenuto sono più d'uno, per ognuno di essi dovremo originare e far viaggiare per la rete un diverso pacchetto.

Ecco perchè le frequenze radiotelevisive costano così tanto: danno una rendita di posizione a costo fisso, perchè con quelle si fa un vero broadcast, sia da terra che da satellite. Il bacino d'utenza è tecnicamente determinato solo dalla posizione delle antenne trasmittenti e dall'energia elettromagnetica irradiata.

Un semplice esempio, su rete privata. Se da una telecamera di sorveglianza, collegata a una rete per osservazione e registrazione digitale, esce un flusso di fotogrammi diciamo a un megabit/secondo verso un punto di osservazione, quando un secondo osservatore vorrà osservare o registrare quelle immagini da quella telecamera dovranno uscire due megabit/secondo, in due flussi distinti di pacchetti ip con destinazioni diverse.

Raggiunto il limite tecnico di velocità, o di numero di diversi utenti possibili, di quella telecamera, (di solito tre o quattro contemporaneamente, in genere un flusso ad alta qualità ed altri a qualità minore), nessun altro utente della rete potrà visualizzarne contemporaneamente le immagini perchè la rete sarà congestionata.

Lo stesso, su diversa e più ampia scala, avviene su rete pubblica, ovvero su Internet.

Naturalmente si può inviare il segnale della telecamera a dispositivi, servers o come altrimenti chiamati, che rendono i pacchetti disponibili a più utenti moltiplicandolo (multicast). Dalla telecamera dell'esempio potranno così uscire pacchetti con una sola destinazione: il dispositivo di rete, che realizzerà il multicast replicando e indirizzando diversi pacchetti a diversi utenti. E' chiaro che in questo caso la banda necessaria aumenterà proporzionalmente al numero di destinatari dei pacchetti, pur se la telecamera non ne risentirà non 'sapendo' cosa c'è oltre il dispositivo verso cui invia pacchetti. Ne risentiranno, però, le reti! Quelle private ma anche, e soprattutto, Internet.

Il podcasting è una tecnica che tende ad imitare il broadcast, e i risultati apparenti ve lo fanno somigliare, ma non è affatto la stessa cosa: il podcasting, per quanto sofisticata e attenta sia la sua gestione, è solo una forma di scaricamento automatico in differita di contenuti prenotati. E consuma banda, ogni utente la sua. E' un unicast distribuito intelligentemente nel tempo per evitare congestioni, ma non risparmia un bit di traffico sulle reti.

Internet è sempre più trafficata e congestionata proprio perchè l'utente è portato a ritenere di potersene servire come se si trattasse di 'ricevere una trasmissione', concetto valido per il broadcast radiotelevisivo alle cui modalità siamo da sempre abituati.